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SAGÍO – REMIX: XVIII REBORN

23 Settembre 2026

Intervista di Elena Viccari

Come vediamo noi stessi quando l’immagine che ci restituisce lo specchio non è mai completamente la stessa?

Per la Primavera/Estate 2027, SAGÍO prosegue la propria ricerca sull’identità con REMIX: XVIII REBORN, spostando lo sguardo dal modo in cui scegliamo di apparire a quello in cui percepiamo noi stessi.

L’identità non è un’immagine fissa. Cambia con la luce, il movimento, la distanza e la prospettiva. Come un riflesso sull’acqua, può apparire nitida e, un istante dopo, deformarsi, frammentarsi e ricomporsi. Da questa instabilità nasce il cuore della collezione: il dialogo tra struttura e fluidità, definizione e dissoluzione, immobilità e movimento.

L’acqua diventa così una metafora della trasformazione. Mantiene la propria natura mentre cambia continuamente forma, proprio come l’identità, che può attraversare versioni diverse di sé senza necessariamente perdere la propria autenticità.

A rappresentare questa doppia dimensione sono Maria Antonietta e Veruschka. La prima incarna l’identità costruita attraverso l’immagine, l’abito e la rappresentazione pubblica. La seconda rappresenta invece la metamorfosi: attraverso body painting, camuffamento e fotografia, il corpo diventa animale, paesaggio, scultura.

Maria Antonietta costruisce l’identità attraverso la rappresentazione; Veruschka la trasforma attraverso la metamorfosi.

La collezione traduce questa tensione attraverso silhouette strutturate interrotte da drappeggi, intrecci e volumi fluidi. Superfici riflettenti e materiali traslucidi reagiscono alla luce, mentre sovrapposizioni e proporzioni modificano la percezione del corpo a seconda dell’angolazione. Alcuni capi mantengono contorni netti, altri lasciano che la silhouette si dissolva tra pieghe, trasparenze e riflessi.

“La nostra vera responsabilità è un’altra: non ripetere ciò che esiste, ma proteggere la libertà di creare qualcosa di personale, qualcosa che trasmetta un sentimento autentico, non solo l’ennesima immagine familiare”, afferma Alexander Sagío.

REMIX: XVIII REBORN interpreta così la rinascita non come un ritorno, ma come un processo continuo di trasformazione. Le diverse versioni di noi stessi non sono contraddizioni da risolvere, ma frammenti della stessa identità.

Riconoscersi significa accettare che l’immagine possa cambiare, senza perdere ciò che la rende autentica.