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MAREA SS27: DRESS TO DISTRACT

28 Settembre 2026

Intervista di Elena Viccari

E se un abito potesse farci dimenticare, anche solo per un istante, tutto il resto?

Marea parte da qui. Da una leggerezza che non ha nulla di fragile e che, nella collezione Scacciapensieri, diventa materia, luce e movimento.

Le silhouette arrivano quasi spoglie. Linee essenziali, forme pulite, trasparenze che lasciano il corpo protagonista. Poi qualcosa interviene sulla superficie e cambia completamente la scena.

Le righe spezzano la linearità. Le paillettes catturano la luce. Perline e ricami costruiscono riflessi intermittenti. Le frange si muovono insieme al corpo e trasformano ogni passo in una variazione della silhouette.

L’abito non è più un’immagine fissa. È un’immagine che accade.

È questo il gesto più interessante della collezione. Marea non usa la decorazione per aggiungere ricchezza a una forma già compiuta, ma per alterarla. La superficie reagisce alla luce, la trasparenza cambia con la distanza, le frange disegnano nuove traiettorie nello spazio.

Il risultato è una femminilità sospesa tra minimalismo e opulenza, dove il rigore della costruzione incontra il piacere quasi irrazionale dell’ornamento.

Ma Scacciapensieri non parla soltanto di abiti.

Parla di attenzione.

Del modo in cui qualcosa di piccolo può interrompere il rumore e spostare lo sguardo altrove. Il nome della collezione richiama infatti il tradizionale scacciapensieri, oggetto leggero che reagisce all’aria, produce movimento e cattura l’occhio. Una presenza semplice, quasi ipnotica, associata all’idea di allontanare per un momento ciò che affolla la mente.

Marea traduce questa sensazione in una collezione che non chiede di essere guardata una sola volta.

Ogni movimento rivela qualcosa di diverso. Una superficie che prima sembrava opaca prende luce. Una trasparenza cambia profondità. Una frangia modifica la proporzione del corpo. Il dettaglio non completa l’abito: lo mette in discussione.

Ed è proprio questa instabilità a renderlo vivo.

Scacciapensieri sceglie di non inseguire la perfezione. Preferisce il movimento, l’imprevisto, quella frazione di secondo in cui la forma sfugge al controllo e diventa qualcosa di nuovo.

Una collezione che invita a fare una cosa semplice e tutt’altro che scontata:

Lasciare andare.